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3 modi in cui il respiro è detox

3 modi in cui il respiro è detox

A primavera ogni anno riparte la frenesia detox, puntuale come le rondini e l’ora legale.

Una buona usanza che viene da passati anche molto lontani, suggerita da tutte le medicine tradizionali e da molte religioni.

In questa stagione dell’anno corpo e mente hanno bisogno di alleggerirsi e risvegliarsi dai torpori invernali, fatti di ritmi più lenti e cibi più ricchi. Perciò spesso dire detox è dire dieta (anche se sarebbe più corretto parlare di alimentazione).

Ci sono però molte altre funzioni che concorrono a queste pulizie di primavera, compresa la respirazione.

Polmoni e respirazione contribuiscono a ripulirci dalle tossine in 3 modi principali:

  1. attraverso l’espirazione, spesso misconosciuta e sminuita come semplice fase di ritorno dell’inspirazione, l’espirazione gioca un ruolo fondamentale nell’eliminazione delle tossine per via aerea, dopo lo scambio gassoso che avviene nei polmoni.
  2. attraverso l’azione di pompaggio della linfa. Infatti il sistema circolatorio sanguigno dispone di una potente pompa, il cuore, che sovrintende sia il flusso arterioso che quello venoso, ma il sistema linfatico ne è invece sprovvisto, nessun organo è direttamente dedicato alla circolazione della linfa, fluido extracellulare che – tra le altre cose – riceve le tossine eliminate dalle cellule. Ma non è una dimenticanza progettuale: in realtà un’efficente respirazione diframmatica è in grado di smuovere la linfa, convogliandola nel flusso sanguigno, in modo che possa raggiungere gli organi emuntori che provvedono all’eliminazione delle tossine.
  3. attraverso l’azione meccanica del diaframma su visceri e intestino. Quando il diaframma è fisiologicamente coinvolto nell’inpirazione, si contrae e si abbassa esercitando un vero e proprio massaggio che facilita la peristalsi, cioè quel susseguirsi di ordinate e coordinate contrazioni della muscolatura liscia delle pareti intestinali, che accompagnano le scorie solide verso l’eliminazione.

Buoni motivi per programmare in questa stagione passeggiate e soste all’aria aperta, dove potersi riossigenare e scrollarsi l’inverno di dosso.

Ma si può fare qualcosa anche senza muoversi da casa, noi facciamo così:
metti una musica su cui danzare in maniera un po’ scatenata, che duri dai 3 ai 5 minuti, ti diverta e ti faccia venire il fiatone.
Quando finisce invece di ristabilire in fretta il normale respiro, approfitta del fiatone per sederti comodamente o sdraiarti e fare una serie di gran respiri di diaframma (cioè che fanno alzare la pancia quando inspiri) e poi lascia andare il fiato in maniera rilassata, comoda e facile. Per almeno un paio di minuti, concediti che sia facile come un sospiro di sollievo, senza sforzi e senza soffiare.

Il respiro ha funzioni soprattutto di regolazione: dà un’iniezione di energia a chi è stanco, permette di rilassarsi a chi è sempre a mille, perciò fai qualche prova quando hai il tempo di ascoltare qual è l’effetto che ha per te.

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