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5 funzioni del diaframma che (forse) non conosci

5 funzioni del diaframma che (forse) non conosci

“Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni”.

A. Taylor Still – padre dell’osteopatia – così riassume il ruolo del diaframma toracico, il più importante muscolo volontario del nostro corpo e il più sconosciuto. Nella respirazione il diaframma assolve la principale delle sue funzioni e la respirazione diaframmatica fisiologica assicura che lo scambio di gas tra ambiente esterno e organismo sia ottimale. In più respirare così rappresenta un’ottima prevenzione nei riguardi delle affezioni croniche respiratorie e delle polmoniti.

Un diaframma che lavora fisiologicamente dà altri benefici sorprendenti, eccone alcuni che forse non ti aspetti:

  • Scarico delle tossine: il diaframma rappresenta un importante intreccio di vie del transito linfatico e riveste un fondamentale ruolo come pompa per la circolazione di ritorno della linfa.
  • Benefici digestivi: è sempre grazie al suo movimento continuo di pompa che facilita la peristalsi degli organi sotto diaframmatici, in particolare lo stomaco. Ma la sua azione meccanica si estende ad un vero e proprio massaggio viscerale.
  • Equilibrio posturale: per la sua struttura e la sua posizione, riveste grande importanza nell’equilibrio e corretta curvatura della colonna vertebrale, con un’influenza reciproca: una postura scorretta limita le funzionalità del diaframma, un diaframma che non lavora bene concorre all’alterazione della postura. Usare bene il diaframma permette inoltre di mantenere una buona flessibilità delle articolazioni tra costole e vertebre.
  • Mobilità cardiaca e polmonare: la faccia superiore del diaframma si fonde con la pleura e con il pericardio, le membrane che rivestono polmoni e cuore, in questo modo ogni volta che il diaframma si abbassa – contraendosi – “costringe” i tre organi ad allungarsi e contribuisce a mantenerne la flessibilità.
  • Gestione dello stress e equilibrio emotivo: i molti modi di dire che collegano il respiro alle emozioni (“uno spavento che toglie il fiato”, per esempio) hanno un fondo di verità, il diaframma infatti data la sua posizione e le sue connessioni anatomiche risente delle nostre emozioni, da cui è influenzato ma che può ugualmente influenzare.

Insomma, respira meglio e ti sentirai meglio.

Due esercizi per sbloccare il diaframma, prova a farli entrambi su un solo lato poi mettiti a sedere e prendi un bel respirone pieno, così potrai verificare se hai le stesse sensazioni a destra e a sinistra. Poi assicurati di completare il lavoro sull’altro lato.

AUTOMASSAGGIO DEL DIAFRAMMA:
sdraiati sulla schiena, con le gambe piegate o ancora meglio con i polpacci appoggiati a una sedia o al divano, con le mani porta una pressione lieve e progressiva – sull’espirazione – appena sotto al margine costale. Dedica maggiore attenzione nella parte destra: sarà un buon massaggio anche per il fegato.

DETENSIONE DEI PILASTRI DIAFRAMMATICI: nella stessa posizione di prima, sistema una pallina da tennis a livello lombare a lato della colonna e cerca, con dei movimenti alto/basso dentro/fuori della pallina, di massaggiare la zona tra le anche, la colonna e la cassa toracica. Se non hai la pallina e hai una spalla flessibile puoi usare la mano chiusa a pugno.

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