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Respirare con la bocca per riprogrammare le emozioni

Respirare con la bocca per riprogrammare le emozioni

C’è il sospiro lieve degli innamorati, il sospiro liberatorio di sollievo, il respiro accelerato della paura, il respiro sospeso dello spavento, il respiro incalzante della rabbia.

Ogni stato d’animo è associato a uno specifico schema respiratorio, ad un particolare modo di respirare. Questa associazione si crea e si rinsalda attraverso migliaia di ripetizioni ed è affascinante considerare che più o meno tutti moduliamo il respiro allo stesso modo in risposta allo stesso stimolo, in maniera innata.

Siamo meno abituati a considerare che il meccanismo funziona a due vie: è vero che un’emozione modifica il modo di respirare, ed è altrettanto vero che cambiare il modello di respiro cambia lo stato d’animo.

Quando comprendiamo questo meccanismo, possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio: ogni volta che un’emozione ci pervade e nessun ragionamento riesce a scalzarla, possiamo bypassare le resistenze della mente e concentrarci su come respireremo quando saremo di nuovo rilassati. In altre parole possiamo respirare COME SE fossimo già felici e contenti di nuovo; piano piano la nostra fisiologia si allineerà al modello di respiro e produrrà un cambiamento anche a livello di emozioni e stato mentale.

In una estrema semplificazione è come se il corpo dicesse: “Io sto respirando da corpo felice, quindi siete tutti pregati di adeguarvi”. Questo naturalmente non incide sulle circostanze esterne (il mutuo non si estingue, la vicina rimane pettegola, il bucato non si smacchia da solo) ma cambia radicalmente le circostanze interne, cioè l’atteggiamento con cui affronti le cose.

Poiché nella vita quotidiana respiriamo quasi esclusivamente dal naso, respirare con la bocca per il tempo di una sessione di respiro offre come vantaggio accessorio di permetterci una pausa dai nostri copioni: proprio per il fatto che nessuno di noi respira mai a pieni polmoni prendendo aria dalla bocca, nessuna associazione respiro/emozione si attiva, concedendoci il tempo di fare un bel “reset” della mente, delle emozioni, del corpo.

Respirare dalla bocca è uno schema neutro di respiro, che ci permette di fare spazio e chiarezza e consente all’energia che tratteniamo nelle emozioni di tornare disponibile in circolazione.

Vuoi provare?

Trova una posizione comoda e chiudi gli occhi, ricorda l’ultima arrabbiatura che hai preso, cerca di renderla vivida nella memoria e nel corpo. Ora osserva come stai respirando: hai rallentato o accelerato? Più pieno o più superficiale? Dove nel corpo: più nel petto o nella pancia? E tutto quello che riesci a notare e a descriverti mentalmente. Fai un sospirone e lascia scorrere via il ricordo.

Chiudi ancora gli occhi e ricorda la più recente bella soddisfazione che hai avuto, cerca di renderla vivida nella memoria e nel corpo. Ora osserva come stai respirando: hai rallentato o accelerato? Più pieno o più superficiale? Dove nel corpo: più nel petto o nella pancia? E tutto quello che riesci a notare e a descriverti mentalmente. È uguale o diverso da prima? Fai un sospirone e lascia scorrere via il ricordo.

Ora partiamo invece dal respiro, trova una posizione comoda, chiudi gli occhi, rilassa la mandibola e respira attraverso la bocca aperta, con un volume più ampio del solito. Fai così per 5 – 10 respiri e osserva come la mente si svuota.