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Il Respiro per la Massima Performance

Il Respiro per la Massima Performance

Ci sono molte occasioni per esprimere la massima performance, specialmente nello sport, tuttavia alcune sono particolarmente adatte a mostrare l’efficacia di un lavoro di coaching perché mostrano con evidenza inconfutabile il risultato positivo nella concretezza di una competizione.

In questo caso si tratta di un Racing Team americano privato che da qualche anno si presentava alla partenza di due tra le più impegnative e tradizionalmente rinomate gare automobilistiche di endurance del pianeta: la 24 di Le Mans e la 24 ore di Daytona.

Nel primo caso l’equipaggio formato da tre piloti era molto vario: un giovane 19enne appena abilitato alla guida, un professionista esperto e navigato e infine il proprietario del Team che, avendo investito 13 Mln di dollari nella squadra, voleva avere la possibilità di partecipare attivamente alla guida della sua vettura, una Ferrari 430 messa a disposizione dalla Ferrari Americana.

Le regole sono semplici e molto rigide: si parte alle 13.00 di un sabato di giugno, si termina alle 13.00 della domenica e vince chi percorre più chilometri in 24 ore, divisi in varie categorie irrilevanti al fine del nostro scopo, dato che comunque la più “lenta” gira in 24 ore a medie superiori ai 200 km/h. MEDIE, non punte: medie su 24 ore!

Tre piloti. Si guida per un massimo di tre ore consecutive. In ogni condizione meteo. Ci sono passaggi in cui si passa da velocità vicine ai 300 km/h ai 100 con una curva a gomito alla fine del rettilineo. Ci vuole perizia, coraggio, abilità, competenza, rapidità di decisione per un tempo infinito di 24 ore consecutive con pochi momenti di riposo.

Abbiamo lavorato per una settimana prima della gara con il Respiro in sessioni private (singole) di circa un’ora in cui l’ultima mezz’ora è stata dedicata a fantasie guidate,  in cui si “sentiva” la realtà come volevamo che fosse, sfruttando la dinamica della profezia autoavverante, volte a due aspetti: sensibilità e concentrazione.

La sensibilità attraverso una Monoidea di ralenty nelle fasi di curva, dove una linea blu segnava la traiettoria ideale e fosse possibile visualizzare i vettori di forze in gioco per la massima velocità percorribile di quella curva. E fosse anche possibile in un frame stop girare intorno alla vettura (come nel golf sul green) per verificare la posizione in curva e anche fare, come in un video, avanti e indietro cambiando piccole cose come velocità, traiettoria, punto di attacco della frenata…etc per vederne gli effetti. E trasferire ciò che si è “visto” in qualcosa che si “sente” guidando la vettura.

La concentrazione attraverso il respiro durante il rettilineo e una trance “sottrattiva” degli elementi di contorno: la pista e la vettura erano gli unici elementi, sospesi nel vuoto. Non pioggia, non altre vetture, non tribune…solo la pista e la vettura e i propri box.

Nei turni di riposo durante la gara abbiamo lavorato con il Respiro per indurre un addormentamento rapido e – durante il sonno – abbiamo somministrato fantasie guidate sul RECUPERO delle ENERGIE PSICOFISICHE e l’eliminazione di tutte le SCORIE emotive e fisiche.

Anche per un coach la 24 è una gara molto impegnativa, sia fisicamente che emotivamente perché si sta svegli per circa 40 ore tra preparativi, gara e, sperabilmente, festeggiamenti.

E così fu, infatti. Il Racing Team privato che nelle precedenti partecipazioni veniva eliminato da incidenti verso le 6 del mattino, in quell’occasione fece qualcosa di magico classificandosi al secondo posto, battendo squadre molto più qualificate e, ancora più incredibile, le Squadre Ufficiali delle case automobilistiche che investono 10 volte la cifra investita da questo magnate sponsor.

Fu una festa interminabile, molto emozionante, in cui si sottolineò l’importanza del lavoro sulle MonoIdee delle Fantasie Guidate durante le sessioni di Respiro, e della routine di respiro durante la gara e le pause di guida.

Nel secondo caso, qualche mese dopo a Daytona Beach, in Florida, uno dei tre piloti del Team che aveva avuto un incidente molto spettacolare (per noi spettatori!), quando risaliva in vettura sentiva il mancargli il respiro e aveva qualcosa di simile ad attacchi di panico claustrofobico (i cockpit sono molto stretti in una vettura da competizione).

Fui chiamato per risolvere il problema e in tre Sessioni di Respiro con fantasie guidate dirette al PIACERE della GUIDA VELOCE, alle centinaia di migliaia di km percorsi sorridendo alla guida di una vettura da competizione, il pilota si mise alla guida e contribuì concretamente al terzo posto della seconda 24 ore più famosa del mondo, davanti a squadre molto più qualificate.

Anche in questo caso in pochissimo tempo e semplici tecniche di Respiro e Fantasie Guidate (divenute autonome in sole tre sessioni!) ogni residuo di quell’incidente traumatico furono superate e il pilota ritrovò se stesso e la propria gioia di andare sopra i 250 km/h in mezzo ad altre trenta vetture verso una strettoia della pista…

Anche in questo caso fu sottolineata la velocità, semplicità e autonomia della tecnica proposta e venne implementata nella squadra che divenne autonoma nel praticarla e non ebbe più bisogno del mio aiuto.

Due casi che dimostrano quanto in ogni richiesta di MASSIMA PERFORMANCE sia importante RESPIRARE CORRETTAMENTE, costruire MONOIDEE utili e piacevoli e abituarsi a farlo in totale AUTONOMIA, sapendo accedere allo stato di Flusso in poco tempo e con facilità, anche in mezzo al fragore di motori, folla e altoparlanti.